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Nasce tutto da un sogno

Cristina e Fabrizio ai lati della tavola apparecchiata, davanti alle celle di frollatura della carne

Fabrizio e Cristinavent’anni fa hanno costruito da zero un locale che guardava già al futuro: in bioedilizia, solo con materiali naturali, e con 60 kW di fotovoltaico: un locale che vive di sole.

Hanno scelto un luogo comodo da raggiungere e tranquillo in cui fermarsi. Con la stessa cura hanno pensato l’accoglienza, fedele da sempre agli stessi principi, e la cucina: solo eccellenze, per ogni esigenza e ogni budget.

La sala con i lampadari rossi e le lanterne di carta, i tavoli di legno apparecchiati
La sala dei vini, con le bottiglie alle pareti e i tavoli su basi di pietra
Una sala dalle pareti scure, con le finestre bianche e le cornici dorate
La sala al piano di sopra, sotto le travi bianche, affacciata sul piano di sotto

Il ristorante in sintonia con la natura

1. Perché siamo qui.

La carne è il centro di tutto. Non un piatto fra gli altri: è la ragione per cui questo posto esiste, e il motivo per cui ci si arriva da lontano.

2. La provenienza.

Di ogni carne sappiamo da dove viene e per mano di chi. Certe passano di qui una volta sola. Le prendiamo quando troviamo dei lombi che ci convincono. E quando finiscono, finiscono.

3. Il fuoco.

Sulla brace solo legna delle nostre zone: quercia, leccio, stipa, ornello. La griglia a cinque centimetri dalle braci. Le carni con osso maturano da sessanta a duecento giorni prima di arrivare qui.

4. Nessuno spreco.

Non si butta niente. Il grasso diventa la ganache dei cioccolatini. I ritagli diventano il pranzo di chi lavora qui. Della Wagyu puliamo ogni pezzo a mano, perché si paghi solo quello che si mangia davvero.

Il tagliere di legno con il trofeo della carne di Kobe e due pezzi di manzo
Cristina Fagiolini nella giacca da chef con le rose ricamate, a braccia conserte davanti alla lavagna del ristorante

Cristina Fagiolini

La chef

La cucina di Via di Guinceri ha il suo fondamento nella spasmodica ricerca della migliore materia prima, e nell’attenzione a non rovinarla ma a valorizzarla. Il resto viene da sé.

Dai tagli pregiati e frollati alle proposte della tradizione, ogni ospite trova l’esperienza più adatta a sé.

Dopo cena, resta a dormire alla Dimora

La villa della Dimora fra i pini e, sotto, il giardino con la vasca idromassaggio e la terrazza di legno
Il giardino della Dimora affacciato sul mare, con la vasca idromassaggio, il prato e la terrazza sugli scogli
Due ospiti a cena sulla terrazza della Dimora, davanti al mare al tramonto
Fabrizio versa il vino rosso in un calice, con il mare al tramonto alle spalle
Vino rosso versato da un decanter in un calice, sulla terrazza al tramonto
Un calice di vino rosso sulla ringhiera di legno della terrazza, davanti al mare al tramonto

Dormi alla DimoraVilla sul mare a Castiglioncello, a mezz’ora dal ristorante

VISITA la Dimora (si apre in un altro sito)

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